mercoledì 20 marzo 2019

Pizzo della Brunone - SkiAlp Edition

Finalmente una salita NordOrobica con i fiocchi; finalmente una neve da URLO!
Se solitamente seguite questo mio diario di viaggio dedicato alle Alpi Orobie saprete benissimo di quanto sia innamorato di quel fazzoletto di terra dominato dalle valli Vedello e Caronno.
Siamo poco sopra Sondrio nel territorio di Piateda Alta, laddove le Orobie mostrano il loro versante più misterioso e selvaggio.
Se vi siete persi il report dedicato alla traversata delle Cime di Caronno vi ripropongo alcuni cenni storici che descrivono in maniera esaustiva una delle vallate più interessanti di questo “mio” piccolo/grande mondo!
La Val Caronno, tributaria della Val Venina, la possiamo enumerare tra le più pittoresche e alpinistiche dell’intero l’arco orobico.
Il toponimo deriva da “vena” in ragione  delle vene di ferro che anticamente venivano utilizzate per estrarre il prezioso minerale e la summenzionata vena si trova all’incrocio fra la GVO (Gran Via delle Orobie) e il sentiero che porta al Rifugio Longo, nei pressi dell’omonimo valico.
Venina è altresì il nome del torrente che corre in una stretta gola compresa tra i paesi di Piateda e Faedo.
La Val Caronno, che sorge a Sud-Est della vicina Val Vedello, racchiude alcune tra le cime più importanti delle Alpi Orobie: Il Pizzo di Rodes (2930 m), il Pizzo degli Uomini (2878 m), il Pizzo di Scotes (2979 m), la Cima di Caronno (2945 m), il Pizzo di Porola (2981 m), la Punta di Scais (3038 m), il Pizzo di Redorta (3038 m), il Pizzo Brunone (2724 m… quello che vedrete in questo report) e la Cima Soliva (2710 m).
Degna di menzione è la curiosa storia della prima ascesa alla Cima di Caronno portata a termine l’1 luglio 1882 da L. Albani e G. Nievo con A. Baroni, I. Bonetti, e I. Zamboni, in un’esplorazione compiuta alla ricerca di una via di salita all’inviolata Punta di Scais, che per l’improprietà delle vecchie carte dello Stato Maggiore Austriaco si pensava possibile raggiungere direttamente dal Passo di Coca (Bollettino CAI XCI, 205-207).
In pratica pensavano di salire alla Punta di Scais mentre invece hanno compiuto la prima ascesa alla Cima di Caronno!
Ma oggi vi racconterò del Pizzo della Brunone.
Scrissero nell’ormai lontano 1940: “crestone cospicuo, imponente visto dal fondo della valle e dal Rifugio Mambretti, che si sviluppa verso Nord-Ovest da un punto della linea spartiacque appena ad oriente del Passo Superiore della Brunone, con forme poderose tutte sul versante valtellinese a separare il Vallone del Passo della Brunone dal Vallone di Scais.
Le pareti di ertissime pareti embricate, solcate da qualche orrido canalino, sono egualmente repellenti su entrambi i lati. La cresta sommitale ha due vette: m 2720 a Nord-Ovest e m 2728 a Sud-Ovest, che offrono un punto di vista particolarmente istruttivo sulla lunga corona di cime della Valle del Caronno”.
Io aggiungerei che salirlo con gli sci partendo dalla Piana di Agneda (Piateda Alta – Sondrio) è davvero tanta roba!


L’itinerario: terminata la tangenziale di Sondrio, poco prima del passaggio a livello, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Piateda Alta – Vedello – Capanna Mambretti.
In base alle condizioni della strada si parcheggia l’automobile (spesso ghiaccio sulla strada) percorrendo in seguito, sci ai piedi, la ripida carrozzabile che sale alla diga di Scais.
Poco prima di arrivare alla diga si attraversa un ponte che diparte alla sinistra della carrabile seguendo le segnalazioni per la Capanna Mambretti.
Raggiunta la diga si percorre un tratto prettamente pianeggiante fino alle Case di Scais (1547) e successivamente si risale un rado boschetto che porta all’ampia spianata dove sorge la Baita di Caronno (1612).
Il colpo d’occhio sui “Giganti di Caronno” lascia senza fiato!
Poco prima di raggiungere la baita si svolta a destra attraversando ponticello in legno puntando ad alcune bizzarre formazioni rocciose caratterizzate da una grande grotta naturale.
Si rimonta quindi il ripido vallone con direzione Sud-Est fino ad un evidente canalino da risalire con attenzione (spesso si tolgono gli sci) e, percorso il seguente pendio, puntando leggermente a sinistra, si tocca la dorsale che lo delimita.
Dopo una breve rampa, obliquando sempre verso sinistra, si entra nella parte alta del vallone, ora un po’ meno ripido, risalendo il bellissimo anfiteatro compreso tra il Pizzo della Brunone (sinistra) e i bastioni della Cima di Cantonasc (destra).
L’anfiteatro è dominato da un alto monolito che rende l’ambiente è di prim’ordine!
Molto rapidamente, poco sotto le bastionate finali e puntando ad Est, si sale nuovamente un ripido pendio/paretina fino a toccare l’ampia sella compresa tra la cima rocciosa (Nord-Ovest) e la cima SciAlpinistica (Sud-Ovest) del Pizzo della Brunone.
La vetta rocciosa richiede ottime condizioni in quanto presenta alcuni passaggi esposti (II) mentre la vetta nevosa, spartiacque con la Valle Seriana, è “dirimpetta” alla cima rocciosa e si presta per un’ottima sciata!
Il panorama spazza via ogni dubbio; siamo nel cuore delle Alpi Orobie laddove la Punta di Scais e il Pizzo di Redorta mostrano tutta la loro maestosità.
Il Pizzo del Diavolo di Tenda, lontano, è spettatore silenzioso di questa nuova e grandiosa avventura dedicata alle Alpi Orobie!

Con me gli indemoniati “Brembana’s Boys”! 


E' sempre bello il transito dalla diga di Scais durante l'inverno!


Il ponticello rustico per superare il Torrente Caronno.


Le bizzarre formazioni rocciose caratterizzate da una grande grotta naturale.


Ambiente carino!


Le Cime di Caronno con la Cresta Sud-Est del Pizzo di Scotes.
Ricordi indelebili su quelle vette!


Lassù la Capanna Mambretti.


"Si rimonta quindi il ripido vallone con direzione Sud-Est fino ad un evidente canalino da risalire con attenzione (spesso si tolgono gli sci)"...


Le 7 Cime del Medasc... ricordi indelebili!.


Poco sopra il canalino ripido e di neve bastarda!


In direzione Paradiso!


Laggiù il Lago di Scais.


Prospettive!


NordOrobia mon amour!


Bellezza e solitudine.


Il ripido pendio culminante tra le due cime della Brunone.


Paolo e la Punta di Scais!


Gli ultimi metri per Simon.


Che spettacolo la Cresta Sud-Est del Pizzo di Scotes.


I Diavoli... inconfondibili!


Il Pizzo della Brunone più bello di sempre.
Garantito!


Inizia la meravigliosa "scivolata" verso Agneda!


Neve superlativa per una sciata indimenticabile!


Casa didattica alla Piana di Agneda!


 La casa natia del mitico Bonomi; l'ultimo scatto è tutto per lui!