Innanzitutto
vorrei ringraziare tutti coloro che sono venuti a qualche presentazione del mio
nuovo libro “lo scrigno delle Alpi Orobie”, mai e poi mai mi sarei aspettato di
togliermi così tante soddisfazioni da questa pubblicazione che, tra le altre
cose, sta riscuotendo pareri decisamente positivi.
Ci saranno altre date quest’estate e se siete liberi Vi aspetto!
Se invece non riuscite a venire vi lascio il link dove potete acquistarlo:
La seconda notizia è che #progettoalbe, ossia l’idea nata un po’ casualmente
nel periodo post pandemico, ha superato quota 100!
CENTO cime over 2000 salite durante la notte per poi godere dello spettacolo
della nascita del nuovo giorno.
Un progetto volto a riscoprire le Alpi Orobie sotto un nuovo punto di vista
che mi sta regalando emozioni profonde e inattese.
A tal proposito rinnovo l’invito a non emulare questo (mio) modo di andare per
monti alla base del quale c’è una grande dose di esperienza.
Ma veniamo al Monte... Sucotto?
Molti anni fa ero salito su questa cima che ancora non aveva un nome e che ben
poche persone salivano.
Una cima… un torrione… elegante ben visibile durante la salita alla Baita
Cernello.
D’altronde per portare a termine il grande sogno dello scrigno
(salire tutte le cime over 2000 della Alpi Orobie) dovevo far godere gli occhi
anche dalla cima di quel torrione.
Poi è arrivato un nome: Monte Succotto che però ho sempre considerato sbagliato
in quanto se il lago sottostante si chiama Sucotto (quindi con una sola “c”) il
nome della cima dovrebbe essere Sucotto e non Succotto (con due “c”).
Inoltre
come scrivevo sopra l’aspetto richiama le forme di un torrione.
Torrione Sucotto?
Si, mi piace di più!
Però sono piccolezze in quanto la vera domanda che fino a pochi giorni fa mi
ponevo era: chissà come sarà godere l’alba da lassù!
😊😊😊😊
#progettoalbe sono ormai 5/6 anni che è in corso di realizzazione e così
durante una fredda notte di inizio maggio 2026 mi sono tolto questa curiosità.
L’alba dal “Torrione Sucotto”?
Bella!
Anzi, bellissima!
P.S. In molti mi avete chiesto se ci sono indicazioni per salita e il grado di
difficoltà.
Nel secondo scatto troverete la linea di salita che dalla Baita Cernello porta
alla bocchetta poco sotto la vetta.
Dalla bocchetta una breve cresta esposta e
con passi nel limite del II giunge direttamente alla piccola e nuova croce
posta sulla cima.
L’ultima difficile impennata della cresta va evitata restando
bassi sulla sinistra e percorrendo una stretta ed esposta cengia che con percorso
logico porta sulla panoramica cima.
Alcuni ometti coadiuvati da piccole scritte in blu vi aiuteranno a godere del bellissimo panorama con protagonista parte del “giro dei laghi” di Valgoglio.
Gli attimi più belli e intensi immortalati dalla cima del "Torrione Sucotto"!
La linea di salita che parte poco oltre la Baita Cernello.
Ambiente meraviglioso a km zero!
La "regina" impreziosita dai caldi colori dell'aurora.
Graditi incontri poco prima della nascita del nuovo giorno!
Gli ultimi metri circondati da un'atmosfera quasi surreale.
Mamma mia quanta bellezza!
Il Monte Pradella si gode le prime luci del giorno.
Gli occhi immortalano mentre l'anima esulta!
Grazie #orobie
La piccola croce di vetta saluta il nuovo giorno.
Lassù un freddo pazzesco per essere maggio e per noi la giornata sarà ancora lunga... prossima meta: il Monte Madonnino!